Ooops I did it again
Caldo torrido. L’arena in fibrillazione. Un altro colpo meraviglioso. Non si respira. Eppure laggiù in Svizzera c’è sempre la neve. Laggiù in Svizzera fanno orologi e cioccolata. Su quel cemento la cioccolata si scioglierebbe solo al pensiero. El hombre arjentino non regge. Lui che è forte, giovane e abituato al caldo. Non è all’altezza del maestro.
Il vecchietto inventa, stupisce, incanta. Diritto, rovescio, una mano, due mani, di testa. La folla lo acclama. Pende dalla sua racchetta. Immolato l’argentino non può nulla. La sua giornata sarà un’altra, non oggi Juan, non oggi. Ma non disperare, sei giovane, perdere fa bene. E non hai solo perso, hai perso con uno più grande. Si imparano tante cose dai grandi. Dai vecchi. Arzillo e saggio Roger che porge doverose scuse al giovane Juan. Di averlo strapazzato. Di averlo nuovamente battuto. Di avergli dato l’ennesima, spettacolare lezione. Chiede scusa anche al pubblico che ha potuto godersi lo spettacolo per solamente ottanta minuti. L’ha fatto di nuovo. Per stavolta ti perdoniamo.