Sempre in agguato.
Si aggirano silenziosi e guardinghi tra le foreste impenetrabili della nostra società. Come in una fitta boscaglia dove non penetra raggio di luce alcuno, le belve assopite attendono il momento opportuno. Sono emarginati e assenti da un mondo che non li vuole, ma che li foraggia e ne asseconda il movimento. Cala la notte, le luci si affievoliscono, gli occhi si appannano. Si percepisce il pericolo e la percezione diventa realtà in pochi attimi. La terra trema. Come un cane inzuppato si scuote di dosso i mali che i padroni gli hanno inflitto per secoli. L’uomo soccombe, inerme e prova a fuggire. Cerca di scappare dalla furia distruttiva della natura. Ecco il momento opportuno. Ci siamo. Le bestie già pregustano il loro ricco bottino, pronti ad avventarsi senza pietà sulle carcasse di una, cento, mille vite distrutte. Il branco di sciacalli entra in azione, rapido, spietato, infame. E fa razzia, quasi indisturbato. Li abbiamo creati noi. Li abbiamo allevati con cura. Ora non fanno altro che mettere in pratica i nostri insegnamenti, quello che la nostra moderna e bella società, coerente e democratica gli ha mostrato per una vita migliore. Meravigliosi e affascinanti non-valori li portano ad agire. Come fermare la furia dei nostri Frankenstein? Se ne catturano due, ma il branco è numeroso, colpisce senza preavviso mentre echeggia lontano il pianto della gente. Vittime innocenti di una natura violenta e di un sistema fasullo. Sopravvivere a uno non è sufficiente. Occorre lottare su tutti i fronti. Le bestie, le nostre carogne saranno sempre in agguato.